Vuoi ritrovare la motivazione allo studio? Scopri come farlo in modo efficace col metodo del divano.
Oggi ospito un post di Francesco Cracolici che ci parlerà di motivazione allo studio. Francesco è uno studente appassionato di Crescita Personale e Marketing. Il suo motto? Make The Difference. Passo la parola al nostro ospite.
Ero lì, su quel maledetto divano. Era successo di nuovo, ma la cosa peggiore è che non potevo farci nulla, era più forte di me.
Alcuni sostengono che la tua motivazione allo studio dipenda dalla fiducia in te stesso, beh io in quel momento mi ritrovavo con l’autostima sotto le scarpe.
Prova ad immaginare la scena: ero uno studente, avevo appena preso 14 all’esame di matematica e il mio libretto sembrava il deserto del Sahara.
Avrei dovuto alzarmi e studiare, ma avevo zero voglia e preferivo di gran lunga procrastinare su quel divano, spulciare qualche sito, messaggiare su whatsapp.
Magari è successo anche a te: arrivi a fine giornata e non solo non hai studiato una mazza, ma nemmeno ti sei divertito, insomma, ti senti un idiota!
Proprio in uno di questi periodi ho avuto la fortuna di leggere questo articolo in cui Andrea ha riportato una bellissima lettera di Seneca a Lucilio.
Leggere quella lettera mi ha fatto capire che qualcosa doveva cambiare nella mia vita universitaria.
Avevo bisogno di un metodo, un metodo efficace e replicabile per ritrovare ogni volta la giusta motivazione per studiare.
Per trovare il mio metodo ho letto 157 articoli sull’argomento sia in italiano, sia in inglese, ho spulciato quasi tutto l’archivio di EfficaceMente, ma soprattutto ho sperimentato e testato gran parte delle strategie in cui mi sono imbattuto, finché non ho trovato quel mix unico che oggi mi consente di riaccendere la voglia di studiare a comando, come fosse un interruttore.
Se continui a chiederti come farti venire la voglia di studiare ogni volta che sei di fronte ad uno di quei tomi universitari, questo articolo è per te.
Nello specifico, ti spiegherò come applicare quello che ho chiamato il “metodo del divano” e ti aiuterò a ritrovare un’incrollabile motivazione allo studio, raggiungendo i tuoi obiettivi esame dopo esame.
Il metodo prevede due fasi:
Iniziamo proprio dalla fase del “divano”, da cui il metodo prende il nome.
Fase del divano
Grazie a questa prima fase del metodo ti alzerai da quel divano e inizierai finalmente a studiare. La fase prevede tre attività.
A. Studia solo per 7 minuti
Sai qual è una delle più efficaci tecniche di persuasione al mondo? La “Breach Tecnique” ideata dal prof. Robert Cialdini, autore del libro “Le armi della persuasione“.
Secondo Cialdini, il cervello, spinto dal bisogno di coerenza, cerca sempre di portare a termine le attività iniziate. Questa tecnica è legata al famoso “effetto Zeigarnik“. In pratica, la voglia di fare qualcosa aumenta esponenzialmente una volta che avrai iniziato a farla.
“L’appetito vien mangiando.”
Detto popolare.
La prossima volta che ti ritrovi con zero voglia di studiare, ripromettiti di iniziare a studiare per soli 7 minuti e poi decidi se continuare o meno. Perché non provi? In fondo sono solo 7 minuti.
B. Pensa all’esame (in termini negativi)
Sono le tre di notte, è il giorno prima dell’esame: ad un certo punto ti viene in mente che non sai bene un paragrafo a pagina 56. Se sei un ottimista te la caverai con un “vabbè, che Dio me la mandi buona”.
Se invece sei un pessimista probabilmente ti alzerai e studierai quel paragrafo come se ne dipendesse la tua stessa vita.
Il pessimismo non sempre vien per nuocere. Pensare in negativo infatti può rappresentare una spinta molto forte per raggiungere i propri obiettivi e ritrovare la motivazione allo studio: più pensi che sia dannoso il non studiare e più sarai portato a studiare.
Ogni volta che ti ritroverai sul famoso divano alla disperata ricerca di stimoli, ripetiti una a scelta fra queste frasi:
- “Se continuo così, mi ritroverò a non sapere un cavolo.”
- “Se non studio almeno quel paragrafo oggi pomeriggio, andrà da schifo.”
- “Se non mi alzo da questo divano, mi bocciano sicuro.”
Nota dell’autore: ci tengo a fare una precisazione legata a questo suggerimento di Francesco. Già in passato ti ho parlato di come immaginare il tuo peggior futuro possa aiutarti a smettere di procrastinare.
Questa strategia di motivazione allo studio però va usata con molta cautela: se infatti può esser molto efficace per farti ritrovare la voglia di studiare quando effettivamente non hai ancora iniziato a metterti sui libri, è una pessima idea utilizzarla qualche ora prima dell’esame vero e proprio. Ok?
C. Concentrati sulla pagina, non sul libro
Durante un’intervista al famoso attore Will Smith, la giornalista gli chiese quale fosse il segreto del suo successo. Ecco la risposta del Principe di Bel Air:
“Anche se ci sono molte persone più brave e talentuose di me, a differenza loro io so sempre come motivarmi. Quando ero piccolo ebbi un’esperienza che mi insegnò a tenere sempre viva la mia voglia di fare.”
All’età di 11 anni il padre di Will Smith distrusse con la macchina un enorme muro di mattoni e ordinò a lui e a suo fratello (di 9 anni) di ricostruirlo.
I due ci misero un anno e mezzo, ma alla fine completarono l’opera. Se avessero pensato anche solo per un istante alla mole di lavoro da portare a termine si sarebbero subito arresi, invece si concentrarono ogni giorno sul singolo mattone.
“Non devi partire con l’idea di costruire un intero muro, parti dicendo – adesso metto giù questo mattone nel modo migliore che mi riesce – e continua a fare così ogni singolo giorno. Prima che te ne accorga avrai terminato il tuo muro.”
Will Smith.
Concentrarsi sulle 2.000 pagine del manuale di diritto privato e sugli altri 28 esami che ti separano dalla laurea è la strategia più efficace per farsi prendere dal panico, buttando sotto i piedi la tua motivazione allo studio. Non commettere questo errore: concentrati sul singolo “mattone”, pianifica dei micro obiettivi, e chiediti qual è il modo migliore per studiare quel singolo capitolo o quella singola pagina.
Prima di passare alla prossima fase…
Ora sei di fronte ad un bivio: ti limiti a leggere o inizi a mettere in pratica. Se pensi che per far funzionare queste strategie sia sufficiente leggere, smetti ora, è inutile che tu prosegua.
Se invece hai davvero intenzione di mettere a frutto queste tecniche e migliorare le tue capacità, apri una nuova nota sul tuo smartphone e scrivi quanto segue:
Quando non ho voglia di studiare…
- Inizio con lo studiare solo per 7 minuti.
- Prendo consapevolezza che le cose si metteranno molto male.
- Mi concentro sulla singola pagina/capitolo.
Fatto? Allora possiamo passare alla seconda fase del metodo: la fase della sedia.
Fase della sedia
Grazie agli stratagemmi appena visti, riuscirai finalmente ad alzarti da quel maledetto divano e posare il tuo fondoschiena sulla sedia, ma questo non è abbastanza.
Per studiare efficacemente devi imparare a leggere e ad apprendere con la massima concentrazione. La fase della sedia prevede quattro attività chiave per aiutarti a studiare alla grande.
A. Datti un limite di tempo
So perfettamente come ti comporti quando sei su quella sedia, perché l’ho fatto anche io: ti siedi, fai il tuo bel piano di studio, magari utilizzando il metodo del backward planning, spulci il libro e ti riprometti solennemente: “cascasse il mondo, oggi arrivo fin qui, farò ben 84 pagine!”.
Poi il mondo casca e tu di pagine ne hai studiate 40, o forse 20. E così l’indomani ti ritrovi a dover studiare 84 pagine più quelle che non sei riuscito a studiare il giorno prima. Insomma, un circolo vizioso da cui è difficile uscire per uno studente e che genera ansia e stress, non certo nuove motivazioni per studiare. Ma esiste un’alternativa…
Secondo la Valence Theory ideata dal Prof. Vroom, la tua motivazione diminuisce drasticamente se non ti senti capace di poter raggiungere un obiettivo. Per intenderci: se ti poni traguardi poco realistici e continui a cannarli, la tua motivazione andrà a farsi benedire, così come le tue abilità.
Invece che concentrarti sul numero di pagine da studiare, focalizzati sul tempo necessario per farlo e utilizza questo tempo come obiettivo. Insomma, datti un limite di tempo per lo studio.
Non solo, datti un limite di tempo ragionevole. Spesso infatti, i nostri piani per l’università sono molto lontani dalla realtà. Siamo convinti che impiegheremo 3 ore a studiare un capitolo e alla fine ci mettiamo molto di più. Per ovviare a questo problema, fai la tua migliore stima sul tempo di studio necessario e poi aumenta quel tempo di un terzo.
Secondo gli studi dello psicologo J. Grohol, gli esseri umani commettono mediamente un errore del 32% nello stimare il tempo necessario per completare un’attività a breve termine. Non farti fregare!
B. Modifica il tuo ambiente
Durante gli anni ’50 il Dottor F. Mayo notò che modificando le condizioni ambientali (luce, musica, etc.) di un impianto produttivo in cui era stato assunto come consulente, gli operai erano in grado di aumentare la propria produttività ed abilità. Ma la scoperta più interessante del Dott. Mayo fu che il tipo di cambiamento era indifferente, purché ci fosse un cambiamento.
Ogni volta che inizi una nuova sessione di studio, impara ad introdurre delle piccole modifiche nel tuo ambiente: apri le tende della finestra, accendi una lampada, cambia la penna che utilizzi abitualmente, oppure modifica la disposizione degli oggetti sulla tua scrivania. Usa la fantasia per smuovere le tue capacità.
Ps. la camera in cui studi è stra-incasinata? Riordinarla sarebbe un bella modifica ambientale. Lo sapevi che piccoli gesti come rifarsi il letto possono influenzare notevolmente la tua motivazione allo studio?
C. “Toglietemi tutto, tranne il mio… oggetto X”
Parlando sempre di cambiamenti ambientali, un ambiente di studio che incentivi la tua motivazione, dovrebbe avere quante meno distrazioni possibili. Ricordi quando Andrea ci ha suggerito la strategia “giardino Zen” per ritrovare la voglia di studiare? Togli tutto ciò di cui non hai bisogno dalla tua scrivania. Anche lo smartphone: mettilo in modalità aereo e nascondilo da qualche parte.
Ci sono però 3 strumenti di cui non puoi fare a meno e che possono migliorare la tua concentrazione di un buon 30%:
- Foglietto. Ti sarà capitato cento volte: stai studiando e ti salta in mente l’idea del secolo, oppure ti ricordi di una cosa urgentissima da fare. E tu cosa fai? Reagisci all’urgenza e quando torni a studiare la tua concentrazione è sotto terra. La soluzione? Tieni sempre un foglietto a portata di mano in cui scrivere ciò che ti viene in mente.
- Acqua. Se sei disidratato ti sarà impossibile concentrarti. Secondo il Prof. A. Zanasi devi bere ad ogni pausa. 8 bicchieri d’acqua al giorno potrebbero essere un buon riferimento.
- Oggetto X. Abbiamo una grande abilità nel distrarci tanto da farlo senza neanche accorgercene. Ti ritrovi così a fissare il vuoto come un idiota finché, folgorato dalla consapevolezza, ti ricordi che se non porti a casa almeno un 18 tuo padre prenderà le chiavi della macchina e le farà mangiare al cane. In questi casi è utile avere un oggetto (un giocattolo, un pennarello o una pallina) che con un semplice sguardo ti ricordi il tuo obiettivo (o il peggior futuro).
D. Imposta le pause
Il nostro cervello ha un “piccolo” problema: se non gli imponiamo dei limiti, ci spingerà a consumare (leggi “sprecare”) tutto il tempo a nostra disposizione. Questo comportamento è legato alla famosa Legge di Parkinson.
Hai presente quando ti dici “guardo 5 minuti le nuove notifiche” e poi passa un’ora e mezza?! Ecco, in questi casi ti stai facendo sfruttare dalla Legge di Parkinson, invece di sfruttarla a tuo favore. Oltre a darti dei limiti di tempo per lo studio, impara anche a dare un limite alle tue pause.
Puoi ad esempio utilizzare la classica tecnica del pomodoro (25′ di studio e 5′ di pausa) o, dopo un po’ di pratica, la più evoluta tecnica del melone di cui si parla in questo post.
Conclusioni
Leggendo Studia meno, Studia meglio, il manuale di Andrea per dare il doppio degli esami in metà del tempo, c’è stata una frase che mi ha colpito particolarmente.
“Chi non pratica non radica.”
Tutte le strategie che ti ho suggerito per ritrovare la motivazione allo studio sono inutili se non le applichi o se le applichi senza costanza.
Riprendi la nota che ti ho fatto creare al termine della fase del divano e aggiungi questi quattro punti alla tua “checklist dello studio“:
Quando inizio a studiare…
- Pianifico quante ore studierò, aggiungendo il 32%.
- Cambio un piccolo particolare nel mio ambiente di studio, magari rifaccio il letto.
- Elimino tutto, smartphone in primis, e mi assicuro di avere sempre a disposizione:
- un foglio di carta,
- un bicchiere d’acqua,
- l’oggetto x.
- Uso degli intervalli di tempo prestabiliti (es. 25′ studio e 5′ pausa).
Questo è stato un articolo molto lungo, ma mi auguro che il suggerimento della checklist ti aiuti a focalizzare i punti chiave che devi ricordare e… mettere in pratica. Make the difference.
Francesco Cracolici.
Ringrazio Francesco per il suo post. Che ne dici, gli diamo un caloroso benvenuto da parte dei lettori di EfficaceMente? Se hai apprezzato l’articolo di Francesco, utilizza i pulsantini social ed i commenti per farglielo sapere. A me non resta che augurarti buona settimana. Make the sum & the multiplication too.
Andrea Giuliodori.
Grazie dell’attenzione a tutti i lettori di Efficacemente, e alzatevi da quel cavolo di divano! :)
Sto attraversando un periodo molto brutto: mi sono data l’obiettivo di superare un concorso pubblico ma purtroppo al primo concorso è andata male. Da allora non riesco più a mettermi sui libri concentrata ed ho perso la motivazione. Cosa posso fare?
Ripartire Antonella, un giorno alla volta.
I periodi difficili sono una costante della nostra vita, imparare ad affrontarli e rialzarsi ogni volta è l’unica vera alternativa che abbiamo.
Qui su EfficaceMente troverai decine di strategie per aiutarti a ritrovare concentrazione e motivazione, ma la scelta di metterti su quei libri spetta a te.
Ottimo articolo, bravo!
Grazie Raffaele:)
ottimo lavoro!
Thanks;)
Quando hai parlato delle 84 pagine devo dire che mi hai preso! Già quando andavo al liceo c’era sempre la solita storia di farmi tabelle di marcia titaniche per poi ritrovarmi comunque tutto accumulato alla fine!
Sono tutti dei consigli da sperimentare, in particolare quello sull’ambiente di lavoro, che mi incuriosisce assai!
Validissimo articolo, senza dubbio! ;)
Daniele, dopo quel 14 in matematica e l’invenzione del metodo la mia vita è cambiata.
Ora ho la seconda media più alta di tutta la facoltà. Senza pensare che faccio parte di quei pochi che si sono dfati tutte le materie!
Grazie e provale tutte!
E dopo Mindcheats, alla conquista anche di EfficaceMente! Grande Francesco, è sempre un piacere leggerti :)
Grazie Melissa! Tra un po scriverò per Repubblica ahaha
Grazie di seguirmi !
Vuoi dire che EfficaceMente adesso vale meno di Repubblica?! XD
Ottimo articolo e ottimi consigli. Benvenuto e grazie per queste perle. Cominciare è sempre più difficile, poi le domande esistenziali riaffiorano sempre durante lo studio, chissà perché ;)
Ahahahaha, il perché esiste e si chiama stato ALFA. Lo trovi sul mio blog ! GRAZIEEE :)
Guarda ‘sti giovani blogger: gli dai un dito e si prendono un braccio… :-D
Tanto lo sai che tutto quello che scrivo io è solo un misero tentativo di copiarti ;)
Oggi proverò a usare questo metodo, ne ho davvero bisogno!
Se ha funzionato con me allora funziona con tutti ! Grazie;) se ti va fammi sapere qua o anche in privato che ne pensi !
Avessi letto questo articolo ai remotissimi tempi dell’università non mi sarei laureata in 9 anni… Uff!!! Complimenti, ottimi spunti.
Quello che mi è piaciuto del post di Francesco è che certi spunti possono essere facilmente trasposti anche ad altri progetti al di fuori dell’ambito universitario. Penso ad esempio al trucco di partire con un impegno piccolissimo (7 minuti) o di concentrarsi sulla pagina e non sul libro.
Andrea.
Funziona anche con l’attività fisica, provato ;)
Diciamo che il suo articolo mi ha proprio fatto venire voglia di studiare… provo ad applicarlo nelle piccole e grandi incombenze lavorative quotidiane. Indubbiamente è un buon approccio anche per quelle.
Condivido, ottimo articolo per smettere di procrastinare ulteriormente e continuare a modificare le brutte abitudini . Complimenti!
Seguendo Andrea da un po’ non ho trovato molti spunti nuovi Francesco, mi dispiace…
Mi dispiace che non ti sia piaciuto!
Grazie comunque
Grazie stefania :)
È esattamente la descrizione della mia situazione attuale: programmo tutto alla perfezione e poi mi manca quel briciolo di motivazione che lascia sul divano.
Articolo stupendo! Mi ha dato una carica incredibile! Grazie Andrea per il tuo costante lavoro e grazie Francesco per il tuo contributo!
Grazie a te di seguirmi e seguire Andrea!
Che rimanga tra noi, senza che ci senta Francesco: prima di pubblicare il post gli ho chiesto gentilmente di rispondere ai commenti che sarebbero stati lasciati. Secondo me tra un po’ gli facciamo prendere un infarto a rispondere a tutti i vari interventi ;-)
Veramente mi piace un casino stare dall’altra parte dello schermo! Andrea per favore fammi lavorare xD
“concentrati sulla pagina, non sul libro … ” ottimo consiglio grazie
in effetti mi capita di dover lavorare a progetti talmente complessi da non so da dove iniziare, cercherò di concentrarmi sul 1° passo
.
altro punto che mi piace è quello di fissare dei limiti temporali, avere una scadenza da rispettare è un ottimo stimolo
Grazie :) Sono tecniche semplici ma ti salvano alle volte.
Mi capita spesso di essere troppo pieno di impegni da non farne nessuno. Concentrati sul singolo mattone ed avrai il tuo muro
Complimenti al maestro Andrea e all’allievo Francesco !!!!!
HAHAHAH questa cosa dell’allievo mi piace, io sono Luke e lui YODA
non per sminuire l’articolo o il blog :D però secondo me una cosa va detta: si stava meglio quando non c’era tutta questa tecnologia. Le fonti di distrazione erano molto ma molto minori, queste belle notizie che ci ha lasciato Francesco, così come tutte quelle di questo blog, magari si apprendevano da qualche libro. Però c’è anche da dire che almeno per quanto riguarda la mia facoltà ( informatica ) senza PC, smartphone e tablet molte cose non riuscirei a studiarle bene…
Detto questo ringrazio Andrea e Francesco e vi ringrazio per l’aiuto che ci date( a noi studenti) con queste dritte! ;)
negli ultimi anni le tecnologie sono entrate sempre più nelle nostre vite e sono aumentate le fonti di distrazioni
…
ma si può imparare a resistere alle distrazioni
Grazie :) Le distrazioni aumentano in maniera proporzionale con la possibilità di neutralizzarle ;)
Articolo molto interessante, la cosa che ho apprezzato maggiormente è che tu abbia ricapitolato molto spesso mi capita di leggere altri articoli ma non riesco a metterli in pratica perché non mi ricordo ciò che devo fare oppure con tutte le chiacchiere che ci sono scritte non capisco e lascio perdere mentre con la tua lista semplice ma chiara nelle conclusioniho l’opportunità di concretizzare , grazie per il tuo intervento
Grazie a te !
L’obiettivo del mio lavoro è quello di migliorare la tua vita, uno dei problemi più frequenti che abbia chiunque si imbatte in un articolo di crescita personale è l’obesità di informazione.
Troppe cose da ricordare e finisci col dimenticarle
Questo è il mio modo per neutralizzarla!
Francesco e Andrea, smettetela di spiarmi. Da quando avete piazzato le webcam in camera mia?
Davvero grazie ragazzi, ad Andrea per il sito che ormai seguo costantemente già da un paio di anni e che è diventato una vera e propria sorgente di luce e ispirazione, specie quando perdo la bussola, il che accade spesso. E grazie a Francesco per questo articolo molto pratico e che spero si riveli efficace nel mio caso.
Si vede che non hai letto le note in piccolo Michela quando ti sei iscritta alla newsletter! XD
A presto,
Andrea.
Ricapitolare è ottimo, fatelo più spesso, aiuta il lettore a fissare i concetti.
La strategia dei 7 minuti è meravigliosa: è la sintesi del quiedora, base fondamentale per la felicità, oltre che per lo studio.
Ciaoo
Ciao Francesco,
sì, l’ho trovato un ottimo spunto per i prossimi articoli, soprattutto quelli un po’ lunghetti.
Grazie del feedback.
Andrea.
Complimenti per l’articolo in cui mi sono rispecchiata pienamente! Mi chiamo Emanuela ed anche io spulciando l’archivio di Efficacemente ho trovato quel mix di strategie che mi hanno permesso di superare l’esame di abilitazione dottore commercialista. Dopo anni di procrastinazione dovuta al blocco mentale di non avere il tempo per studiare a causa del lavoro, mi sono felicemente imbattuta nella Legge di Parkinson, dove la formula magica “imparare a fare di più con meno tempo” mi ha avviato verso tutte le tecniche di studio efficace di Andrea, senza le quali non avrei mai superato l’esame studiando solo 2 ore al giorno, dalle 6 alle 8 di mattina, prima di recarmi in ufficio.
Grazie infiite Andrea per aver creato Efficacemente! Grazie Francesco per il contributo! Continuate sempre a scrivere e ad arricchire il blog con questi articoli unici e preziosissimi :)
Cara Emanuela,
quando leggo commenti di persone che applicano alla lettera i miei consigli e ottengono risultati concreti sono stra-contento.
A tutti gli studenti lavoratori ad esempio consiglio proprio di focalizzare lo studio nelle prime ore del mattino, quando si ha la mente ancora fresca e sfruttare al meglio ogni minuto di studio. Non serve studiare millemila ore al giorno per ottenere risultati grandiosi, ma le ore in cui studiamo devono essere sfruttate al meglio.
Andrea.
Grazie:)
Vero Andrea!
Infatti dopo aver superato l’esame, svegliarmi presto la mattina è stata la mia nuova abitudine, ed ho iniziato con l’ora sacra :D
W EfficaceMente!! :D
Proverò con i miei attaccanti scrivendo sulla mano il prox gol spno capaci di farlo entro 3 partita….mi tengo largo….grazie sempre cosi….POSITIVAMENTE
Davvero bello!!! Molto interessante e scritto bene… alcune tecniche le ho utilizzate e sembrano funzionare!! Complimenti!!
Grazie Antonella !
complimenti davvero ! ciò che però ha attirato la mia attenzione sono: l’ambiente(forse perchè cambio continuamente posto x studiare) e l’ oggetto X. Credo che le due cose sono strettamente correlate. Avevo infatti intenzione di sfruttare una stanza praticamente inutilizzata,trasformarla in un ambiente motivante e creativo (pieno di oggetti X), e ovviamente funzionale. Avete qualche consiglio a riguardo?
Saluti e veramente bravi!
Keep it simple Tony. Nell’altro articolo dedicato alla voglia di studiare, parlo della tecnica del giardino zen: più un ambiente è pulito ed ordinato e più concentrarsi sarà semplice.
Andrea.
Copio e incollo, anche per i miei figli. Grazie
Grazie Luigi !
È la prima volta che leggo questo blog. Sono un’ingegnere chimico con l’ansia di non superare gli ultimi due esami della specialistica. Distrutta e senza forze ho trovato voi !! Grazie mille. .ottimi articoli, spero funzioneranno anche per me.
Su Quora ho letto un suggerimento dettagliato per l’oggetto X. Il suggerimento era quello di avere una foto o un disegno di ciò che aspiriamo a diventare. La tipa che lo suggeriva era una PhD student ed idolatrava un vecchio professore che l’aveva sempre ispirata di cui aveva letto tutti i suoi libri.
Ciao Andrea, ebbene si anche io sono un ‘anima in pena..ho smarrito l’obiettivo e la strada di ritorno, praticamente sono in un limbo immaginario che nella realtà si traduce in : ansia, nervosismo, fissare il muro o il libro senza capirne la differenza, ma con la dannata consapevolezza che devo darmi una mossa e che nessuno può farlo al posto mio!
Per questo mi sono decisa a seguire i tuoi consigli che non sembrano sono parole e riuscire a darmi entro settembre ben 6 esami!
Sono consapevole che dovrò ridurre al minimo la socialità virtuale e gli svaghi virtuali lasciando più spazio alle cose che sbloccano il presente e il futuro (non cade il mondo se stacco per un po facebook, o se non seguo i manga che adoro tanto, o insomma tutte quelle cose che mi procurano il desiderio di vederle anche a costo di posticipare di mezz’ora poi un ora o due o tre lo studio) ad esempio leggendo alcni testi integrativi, cercando i professori al ricevimento e chissà magari posso studiare qualche ora in più al giorno!
Ho fatto un’autocritica severa e voglio farlo per me. Qualcuno mi ha detto che sbaglio a ridurre cosi drasticamente la mia vita sociale e lo svago. Che c’è sempre tempo per un caffè tra amici, o per eventi, sopratutto quando ci si è trasferiti in una nuova città senza famiglia. Credo non sia del tutto sbagliato, ma credo anche che se questo mi porta distrazioni e mi costringe a rimanere poi nel limbo, beh sarà un sacrificio buono e giusto!
L’inizio sarà difficile perchè dovrò costringermi allo studio serio, spero di poterti scrivere un’email e confrontarmi con te. se sarà possibile. grazie andrea
Simo, aspirante fruttivendola (ahah ;-)
Ciao Andrea,
hai anche un Audio book di Efficacemente? Intanto grazie. Grazie. j
Articolo molto interessante. Purtroppo non ho superato l’esame di abilitazione professionale e questa cosa mi rende molto nervosa e mi demotiva moltissimo. Mi ritrovo davanti al libro senza concludere nulla.
Giuro che ho letto l’articolo seduta sul divano prima di iniziare a studiare oggi pomeriggio e quando ho letto la frase “Se non ti alzi da quel divano ti bocciano” sono schizzata sulla scrivania! Grazie mille!;D
AHAHAH, fantastico!
Articolo molto interessante!
Secondo me dopo aver provato a studiare i primi 7 minuti potrebbe essere utile ascoltarsi e capire quale emozione si prova: se c’ è il piacere e l’entusiasmo e la soddisfazione per aver imparato qualcosa di nuovo allora vale proprio la pena di andare avanti.
Grazie per questo articolo, nessuno come questo mi ha fatto accendere la lampadina per aver la forza di alzarmi dal letto, mettere in ordine e aprire quel maledetto libro che mi faticava aprire.
Grande Maria!
ciao avrei bisogno di un aiuto piuttosto urgente
non starò qui a raccontarvi tutto ma vi riassumo il mio problema:
non riesco a studiare letteratura, solo il pensiero mi fa passare la voglia di farla
solo in questa materia
frequento la quarta superiore vado molto bene a scuola e vorrei un aiuto per superare anche questa grazie