Marco Buttu, ingegnere e autore, ha recentemente concluso la sua seconda spedizione annuale nel luogo più remoto ed estremo del pianeta. Lavora per l’Istituto Nazionale di Astrofisica, occupandosi dello sviluppo del software di controllo del Sardinia Radio Telescope, il più grande radio telescopio italiano, nonché il più moderno in Europa. A novembre del 2017 è partito per l’Antartide, per conto del PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide), e là resterà per circa un anno, assieme a 12 compagni d’avventura.
Per 9 mesi saranno isolati e irragiungibili, senza possibilità di evaquazione. Vivranno nell’altopiano, in un ambiente extraterrestre, con temperature che scenderanno sotto i -80 °C, buio per quasi 4 mesi, carenza di ossigeno e aria secca. E’ un posto ideale per simulare una missione spaziale, ed infatti tra i 13 membri dell’equipaggio c’è un medico dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) che compie sul team degli studi di biologia umana.